Alcuni dicono che andare a vedere una gara di ciclismo non abbia molto senso. Aspetti ore e poi, in pochi secondi, è finito tutto. Rimani lì, senza sapere come andrà a finire. Chi dice così, ovviamente, una gara in bici non l’ha mai vista. Ma il punto, effettivamente, rimane. Perchè deve ridursi tutto ad un momento?








Andare a vedere una corsa potrebbe essere solo un pretesto per prendere e partire; per trovare una meta e esplorare un territorio. Per prendere quattro amici, un treno e andare a vedere il Giro d’Italia, per esempio. Aprire la mappa, parlare con gli abitanti per capire quale sia il miglior posto da visitare, piantare una tenda. Pedalare insieme e fermarsi al tramonto, sul mare, con una birra appena comprata al minimarket.




Anche un evento competitivo può essere un pretesto per un’esperienza. Come hanno fatto Jacopo, Alessio, Matilde e Francesca. Due giorni in Puglia in bicicletta, tra asfalto e gravel, tra strade costiere e foreste, tra paesi e campagna per vedere il passaggio del Giro a Monte Sant’Angelo.




Perché il momento in cui passano i corridori è un’emozione particolare, ma è ancora più bello se è parte di qualcosa di più completo.




Ha a che fare con la voglia di pedalare, di scoprire il mondo in bicicletta, di sentirsi liberi e di stare insieme.
Non ha a che fare (solo) con un momento.